VIAGGIO DI LAVORO COME OPPORTUNITà: UNO STUDIO SULLA GENERAZIONE Z

Sempre più giovani professionisti trasformano il viaggio di lavoro in esperienza di vita. È il boom del bleisure, la tendenza che unisce business e piacere

Oggi il viaggio di lavoro non è più solo una trasferta obbligata, un impegno professionale che va «sopportato». Sta diventando piuttosto sempre più un'occasione per vivere, esplorare e trasformare la propria routine. Secondo una recente ricerca della piattaforma Hotels.com, che ha intervistato circa 2.000 adulti statunitensi che viaggiano per lavoro, l'85% della generazione Z e l'88% dei Millennial considerano i viaggi di lavoro un'opportunità per migliorare la propria vita quotidiana. Il business travel si evolve e si fonde con il tempo libero, dando vita al fenomeno che viene definito «bleisure».

Gen Z e Millennials: pionieri del «bleisure»

La ricerca ci dice che sono soprattutto i più giovani – la generazione Z e i Millennials – a decretare questo cambiamento culturale. Per loro, un viaggio di lavoro non si esaurisce in un convegno, una rionione o una visita aziendale: è anche occasione per un soggiornare meglio, mangiare bene, postare sui social e ritagliarsi del tempo per sé. A questo proposito, il sondaggio di Hotels.com fa notare come il 73% dei viaggiatori della Gen Z e il 77% dei Millennials abbiano dichiarato di aver pagato di tasca propria un upgrade dell'hotel rispetto a quanto previsto dall'azienda, contro il 48% dei colleghi più anziani. I più giovani spendono inoltre molto di più per voli in business class, ristoranti di lusso o esperienze extra, e lo fanno anche con l'obiettivo di raccontare il viaggio sui social.

Come si traduce in concreto l'upgrade nel viaggio di lavoro

Ma cosa significa davvero «upgrade» in questo contesto? Il report mostra che la generazione Z non si accontenta del «minimo sindacale»: il 62% ha pagato un upgrade del volo rispetto a quanto coperto dall'azienda e il 73% ha speso in ristoranti o intrattenimento di livello superiore, mentre solo una minoranza degli «over» ha fatto lo stesso.

Le nuove generazioni dichiarano che, se la policy aziendale lo consentisse, includerebbero anche attività di benessere come una giornata in spa o un corso di fitness durante la trasferta. Non manca nemmeno la dimensione sociale: circa la metà dei viaggiatori di Gen Z e Millennials ha portato con sé un accompagnatore, altrettanti hanno deciso di prolungare il soggiorno insieme a un collega.

In generale, più della metà degli intervistati considera uno degli aspetti più affascinanti del viaggio di lavoro la possibilità di visitare luoghi che, altrimenti, non avrebbe mai avuto occasione di scoprire. Il bleisure, insomma, è un modo per trasformare la routine professionale in un'esperienza di crescita personale.

Destinazioni e digitalizzazione

Tra le mete preferite dalla generazione più giovane emergono città come Tokyo, Parigi e New York, mentre i più anziani preferiscono Londra. Inoltre il viaggio per lavoro è sempre più digitalizzato: i giovani postano da tre a cinque volte più spesso rispetto agli over sui social durante i loro viaggi professionali.

Implicazioni per le aziende e per il turismo

Questo cambiamento non riguarda solo chi viaggia: ha conseguenze anche per le aziende e per il settore del turismo/business travel. Le imprese sono chiamate oggi a riconoscere che i viaggi professionali non sono più solo costi da gestire, ma leve di motivazione, sviluppo e fidelizzazione del personale più giovane. Allo stesso tempo, le realtà che offrono servizi ai viaggiatori per lavoro hanno un nuovo target: chi vuole trasformare una trasferta in un'esperienza, magari pagando di più per un hotel più bello, per cene gourmet, per prolungare il soggiorno.

2025-11-12T08:18:40Z