Il rituale si ripete identico ormai da diversi anni: con l’arrivo della stagione estiva, aumenta in modo vertiginoso il ricorso ai condizionatori d’aria. E per quanto questi elettrodomestici garantiscano un buon comfort abitativo, vi è un importante rovescio della medaglia: rappresentano, infatti, una delle principali fonti di consumo energetico e di impatto ambientale a livello domestico. Ma quali sono le regole da seguire, per non rinunciare al condizionatore d’estate, riducendo però il proprio impatto?
Per comprendere quale sia l’impatto effettivo di un condizionatore, è innanzitutto necessario analizzarne i consumi. In linea generale, si tratta di un elettrodomestico decisamente famelico di energia, a seconda delle sue caratteristiche tecniche.
Ipotizzando di scegliere un condizionatore medio di ultima generazione, di classe A o superiore, e potenza compresa tra i 9.000 e i 12.000 BTU, il consumo si attesta:
Come facile intuire, il fabbisogno energetico può aumentare sensibilmente per apparecchi non più recenti o appartenenti a classi energetiche inferiori, fino anche a triplicare per le soluzioni più energivore.
Prendendo i consumi del singolo apparecchio, e moltiplicandolo per milioni di esemplari installati in Italia, è semplice capire perché i condizionatori siano spesso alla base di problemi sulla rete di distribuzione dell’energia e, ancora, all’aumento dell’emissione di gas climalteranti.
Bisogna infatti considerare che l’accensione contemporanea di milioni di dispositivi genera degli effetti a catena:
In virtù degli alti consumi dell’elettrodomestico, e dei suoi effetti sull’ambiente, è utile mettere in pratica alcune facili strategie di contenimento. A partire dal controllo della temperatura, un gesto estremamente semplice, che tuttavia può fare la differenza.
Per un utilizzo consapevole del condizionatore, sarebbe infatti utile:
In particolare, è utile sapere che per ogni grado impostato in meno sotto la soglia dei 20 gradi, i consumi elettrici possono crescere anche del 7-8%.
Non è tuttavia sufficiente prendere in considerazione la temperatura, è anche necessario comprendere quanto a lungo l’apparecchio possa rimanere in funzione. Ma è meglio un condizionatore sempre acceso o, ancora, uno avviato al bisogno?
Molto dipende sia dalla tipologia di elettrodomestico installato che dalle abitudini di utilizzo e di vita:
Bisogna però valutare quanto tempo effettivamente si trascorre in casa. Se si conduce una vita pressoché sempre casalinga, l’accensione prolungata rappresenta l’opzione migliore per ridurre i consumi. Per contro, se si sta fuori casa per la maggior parte della giornata, è più indicato accendere il condizionatore al bisogno. In questo caso, è utile scegliere modelli con controllo remoto, affinché si possa accendere l’apparecchio a circa un’ora prima del rientro, ottimizzando così i consumi
Infine, è utile prestare attenzione alle tante funzioni che i condizionatori moderni mettono a disposizione per ottimizzare i consumi, senza rinunciare al fresco domestico. Fra le più interessanti, è utile attivare:
Naturalmente, non bisogna dimenticare i validi rimedi della nonna, di cui vi avevo già parlato qui su Ecocentrica, per rinfrescare casa senza necessariamente utilizzare il condizionatore. In definitiva, meglio non utilizzare il condizionatore per non gravare troppo sulle spalle del Pianeta: quando non si può fare altrimenti, meglio allora impare poche e facili regole abbatti-consumi.
L'articolo Condizionatore in estate: le regole per risparmiare e ridurre l’impatto ambientale sembra essere il primo su Ecocentrica.
2026-06-23T17:46:34Z