«Se il cibo è il linguaggio più universalmente umano, ogni cucina è lo specchio di una società». La riflessione dell'antropologo Marino Niola sintetizza bene il rapporto degli italiani con la tavola. Un patrimonio fatto non solo di ricette, ma anche di abitudini e piccoli rituali che spesso sorprendono i visitatori provenienti da culture diverse. Proprio a loro, con un articolo firmato da Eva Sandoval, la BBC ha dedicato una guida con i sette errori da non commettere quando si mangia in Italia. Dall'ordinare un cappuccino a pranzo all'aggiungere il formaggio a un piatto di pesce: i consigli hanno edotto i viaggiatori che si apprestano a visitare il Belpaese.
Bere un cappuccino dopo la colazione non rientra nelle abitudini degli italiani. La celebre bevanda, a base di caffè espresso e latte montato a vapore, va gustata nei primi momenti dopo il risveglio, magari accompagnata da brioche o pasticcini. «Questa stessa bevanda schiumosa è considerata troppo ricca per accompagnare pasti più sostanziosi e salati, ecco perché alziamo un sopracciglio quando provate a ordinarla a pranzo o a cena», scrive Sandoval, figlia di immigrati italiani negli Stati Uniti che ha vissuto per 14 anni a Terracina, nel Lazio.
Come una sinfonia, prosegue la guida, i pasti al ristorante italiano si sviluppano in crescendo: antipasto, primo, secondo e contorni, dolce, caffè e amaro. Saltare le portate è possibile, ma non cambiarne l'ordine: «In Italia, l'insalata mista non viene servita per prima. È invece un contorno che si mangia insieme al secondo piatto di carne e consiste in un misto di verdure condite con olio, sale e succo di limone. Nei ristoranti più informali, alcuni stufati come la ribollita (pane toscano con verdure) o la pasta e fagioli sono considerati un primo piatto. La pasta non è un contorno».
In Italia si tende a distinguere i piatti di mare da quelli dei monti, ovvero le preparazioni a base di formaggi, carne e salumi. Secondo la BBC, le due tradizioni culinarie si sono sviluppate separatamente e l'abitudine a non mescolarne gli ingredienti è rimasta nel tempo: «Nei menù potreste trovare piatti che includono volutamente frutti di mare e formaggio, come la pasta con cozze e pecorino. Si tratta, tuttavia, di ricette culturalmente consolidate. La tradizione generale prevede di tenere separati i due mondi culinari, motivo per cui chiedere il parmigiano sugli spaghetti alle vongole farà storcere il naso agli italiani che vi circondano».
Stravolgere un piatto secondo i propri gusti personali, al netto di allergie o intolleranze, è malvisto dagli abitanti dello Stivale. Sandoval avverte: «Mi dispiace, ma in Italia i piatti al ristorante non sono personalizzabili. Alcuni ingredienti, per tradizione, si abbinano bene tra loro, oppure no. I formati di pasta corta si sposano tipicamente con sughi più corposi che si "aggrappano" alle scanalature della pasta, mentre i formati di pasta lunga o ripiena si abbinano generalmente a sughi più vellutati. Non chiedereste mai di preparare un piatto con un ingrediente diverso. Questo verrebbe visto come un'alterazione del piatto stesso e del giudizio dello chef».
La cucina italiana è fortemente legata alle tradizioni regionali. Assaporare le specialità locali è una parte rilevante nell'esperienza da turista. «Chiedete per cosa è famosa la località prima di ordinare», consiglia la guida ai suoi lettori: «La varietà dei nostri piatti regionali è mozzafiato, e la scoperta è parte integrante del divertimento. Un piccolo consiglio: andate a Napoli per mangiare la pizza nella sua città natale, poi proseguite verso sud per deliziarvi con il limoncello di limoni di Amalfi sulla Costiera Amalfitana. Il pesto è originario di Genova. Per la cacio e pepe e la carbonara, andate a Roma. Firenze è famosa per le sue succulente e spesse bistecche alla fiorentina, mentre Venezia è l'epicentro della cultura dell'aperitivo, che si esprime nei suoi bacari con cicchetti e giri di Aperol Spritz».
In Italia mangiare non significa soltanto soddisfare un bisogno primario, ma partecipare a un vero e proprio rito sociale. La tavola diventa un luogo di incontro e condivisione, dove si rafforzano legami, nascono conversazioni e si consolidano rapporti personali. Il pranzo o la cena non sono semplici momenti di consumo del cibo, ma occasioni di convivialità che possono durare diverse ore. Il sesto consiglio, dunque, è quello di non avere fretta: «Se arrivate per cena all'orario in cui arrivano gli italiani, in genere dopo le 21:00, aspettatevi di finire verso mezzanotte».
La fine di un pasto italiano è solitamente segnata da un dolce, un caffè espresso o un amaro. Il sapore del liquore digestivo potrebbe sorprendere il palato straniero, ma è un gusto che si acquisisce col tempo, sottolinea la guida della BBC: «Non c'è niente di meglio per rimettersi in sesto dopo un pasto abbondante. Gli amari sono fortemente regionali, quindi chiedete informazioni sulla specialità locale o, meglio ancora, se ne hanno di fatti in casa. Sorseggiate, rilassatevi e ricominciate domani».
2026-07-13T15:16:07Z